lunedì 22 marzo 2010

Riforma della concelebrazione? Dilata...


ADDIO MESSE HAPPENING - IL PAPA LIMITA LE CONCELEBRAZIONI…

Niente più messe-happening: il Papa vuol mettere un freno alle grandi concelebrazioni con centinaia di sacerdoti, spesso lontani dall’altare, come siamo ormai abituati nelle Giornate mondiali della gioventù e nei viaggi papali. Benedetto XVI ha affidato alla Congregazione per il culto divino il compito di preparare, se necessario, un’«istruzione».
Le concelebrazioni saranno limitate a circostanze precise e con un numero ridotto di sacerdoti intorno all’altare. È la costituzione Sacrosanctum concilium a fissare i casi nei quali è ammessa la facoltà di concelebrare. «Occorre tornare al significato originario della concelebrazione, che è segno dell’unità dei sacerdoti» spiega monsignor Nicola Bux, docente presso la Facoltà teologica pugliese. (Ignazio Ingrao)
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Così leggevamo circa DUE anni fa. Da allora, com'è notorio, nulla è cambiato.
La concelebrazione continua ad essere utilizzata per ragioni di comodo e di solennità, ossia le due ragioni per cui NON dev'essere utilizzata: alcuni trovano più comodo concelebrare un'unica Messa invece che celebrarne di diverse, mentre altri trovano che più sono i concelebranti e più il rito è solenne (e quindi idale per anniversari di ordinazione, festività liturgiche e quant'altro).

E' opportuno ricordare che la concelebrazione fu concessa ad experimentum da Paolo VI limitando il numero di concelebranti ad un massimo di 20, e che fu pensata sostanzialmente non per le adunate oceaniche, ma per permettere ai religiosi di una stessa comunità di celebrare un'unica Messa comune anzichè tante separate Messe private, com'era (mal)costume prima.

Secondo le parole (per ora soltanto tali) di Bux, si prospetta, a questo punto, un ritorno a questa disposizione originaria, che poi è stata tradita per generare i megaraduni che sappiamo, con preti che "consacrano" stendendo la mano (quando va bene) a tre km dall'altare.
Sarebbe l'occasione, fra l'altro, di spiegare a certi preti che la mano va stesa per consacrare, e non è liturgicamente e teologicamente ammissibile fare gesti "di presentazione" - molto cari agli anglosassoni - con la mano stesa lateralmente ("questo è il mio corpo" è imperativo e non indicativo!).

La speranza, a questo punto, è di poter tornare ad un uso corretto della concelebrazione , che non è affatto un'innovazione, come sostengono i reazionari più arrabbiati, bensì è sempre stat ammessa dalla Chiesa: purtroppo, prima della riforma liturgica , essa era limitata sostanzialmente alla Messa di ordinazione e a quella crismale, giungendo a situazioni assurde come - p.es. nelle Messe di ordinazione - la lettura individuale ad alta voce di tutte le parti da aprte dei neordinati, in simultanea col vescovo.
Altra situazione assurda era la Messa di consacrazione episcopale: il neovescovo svolgeva la prima parte della Messa ad un altarino laterale, parallelamente al rito!

L'importante, però, è che si eviti la tentazione degli ultras tradizionalisti di abolire totalmente la concelebrazione, tornando indietro di 50 anni e vedendo ancora scene come questa, che oggi ci paiono molto poetiche ma che ci fanno capire quanta strada si sia fatta su questo punto:

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